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Giuseppe Di Iorio, Gianfranco Pascucci e Giuseppe Garozzo sul set di “Circuito – l’atelier in cucina” per raccontare le eccellenze locali.

2  Luglio 2021

I Castelli Romani, nel pieno di un fermento di nuove attività, proposte e tanti piani per il futuro, si preparano a portare le eccellenze di questo territorio in tutta Italia, e a portare l’Italia dei grandi chef  e dei grandi professionisti di questo settore ai Castelli Romani, per uno scambio culturale e di idee di alto livello, all’insegna dei valori fondamentali di “Castelli Romani food and wine”: unione e qualità, per crescere sempre più forti e coesi.

Da Sinistra: Gianfranco Pascucci, Fabrizio Silvestri, Eleonora Masella.

 

“Circuito – l’atelier in cucina”

Tra le iniziative che l’associazione Castelli Romani Food and Wine ha elaborato e sviluppato per il rilancio strategico del territorio, figura il format digitale “Circuito – l’atelier in cucina”, una mini serie pubblicata sul canale youtube di Castelli Romani Food and Wine. “Circuito”, sponsor tecnico dell’associazione, è un’azienda leader nel settore dell’abbigliamento da lavoro per l’Ho.re.ca, con una produzione 100% made in Italy, che grazie all’estro e alla professionalità di Fabrizio Silvestri , presidente di CRf&w, e a Laura Bottomei, stilista e mente creativa, ha raggiunto un livello di qualità altissimo, vestendo alcuni degli chef più celebri. Condividendo quindi con l’associazione gli ideali di qualità, eccellenza Italiana e passione per il territorio, l’azienda si è dedicata al progetto “Circuito – l’Atelier in cucina” che ha come scopo principale quello di porsi come punto d’incontro tra i professionisti del territorio dei Castelli Romani, parte dell’associazione CRf&w, e quelli operanti su altri territori o sulla stessa città di Roma.

[clicca qui per vedere le puntate già pubblicate di “Circuito – l’Atelier in Cucina”]

Lo scorso 30 giugno insieme ai nostri Paolo Cacciani (Ristorante Hotel Cacciani), Eleonora Masella (Ristorante La Credenza) e Vitaliano Bernabei (Il Norcino Bernabei), abbiamo avuto il piacere di ospitare presso la sede di Circuito a San Cesareo, location destinata alle riprese delle nuove puntate della serie youtube, due Grandi nomi della ristorazione Italiana, Giuseppe Di Iorio (Aroma, Roma) e Gianfranco Pascucci (Pascucci al Porticciolo, Fiumicino), entrambi con una stella Michelin, insieme a Giuseppe Garozzo, ex concorrente di Masterchef e membro molto attivo nel mondo dell’enogastronomia. Uniti in questa esperienza di condivisione, gli chef hanno scelto di fare qualcosa per il territorio dei Castelli Romani, lanciando un messaggio importantissimo. Di seguito, le dichiarazioni degli chef e di Giuseppe Garozzo:

Gianfranco Pascucci

Gianfranco Pascucci, Pascucci al Porticciolo, Fiumicino

Penso che tutte le iniziative che abbiano la funzione di aggregare sono importanti, se vengono fatte sotto un profilo culturale. Questo incontro altro non è stato che la voglia di trovarsi insieme, di creare qualcosa insieme. Il piatto alla fine è voglia di divertirsi, di raccontare ognuno le proprie esperienze ed il proprio territorio: una vera e propria forma di aggregazione. In questo momento tutte le “periferie” stanno dimostrando una voglia di rivalsa, noi stessi a Fiumicino siamo una periferia “Iodata”. La zona dei Castelli Romani è sempre stata importante, ha sempre avuto dei produttori di eccellenza.

Ad oggi, a mio avviso, stiamo vivendo un momento importante, partendo dal presupposto che i Castelli sono conosciuti in tutto il mondo, e noi Italiani spesso pensiamo che non sia proprio così… Questo territorio sta vivendo un momento particolare in cui tanti giovani stanno crescendo bene, con la voglia di esprimersi attraverso il territorio, di mantenere forte la loro identità rimanendo comunque connessi con tutto ciò che li circonda. Ci sono poi tanti imprenditori che hanno capito che fare rete, essere uniti sotto il profilo professionale e culturale, non può che fare bene ad ognuno di loro. Vedo una grande unione, un grande fermento, la voglia di espressione: si è scoperto di nuovo il territorio, si sono comprese nuovamente le sue potenzialità e questo si eleva a fonte di orgoglio e motivo di aggregazione.

Giuseppe Garozzo

Giuseppe Garozzo

Io conosco l’associazione praticamente da quando è nata. Mi sono trovato in qualche modo coinvolto da subito. Conosco bene il progetto e la capacità di tutti i fondatori e quindi non posso che pensarne bene. E’ un’idea straordinaria e finalmente da qualche parte, in qualche ambito, si inizia a fare squadra. Per quanto riguarda le riprese, mi sento di dire che l’esperienza è stata molto bella, un confronto con degli interlocutori professionalmente molto capaci. E allora dico: evviva! Magari fosse arrivata prima un’idea così nuova, così “piccante”: ognuno porta il suo contributo e lo porta in maniera estremamente valida, in un mondo che vuole comunicazione; che vuole che la gente percepisca quanto più facilmente e in forma veloce la tradizione, l’innovazione, il territorio. Spero dunque che ci sia sempre più attenzione nei confronti di questo tipo di comunicazione. Io questo territorio l’ho sempre vissuto, partendo dalla scuola a Frascati.

Ricordo che quando frequentavo il corso da sommelier a 26 anni, nel 1989, il primo territorio, quello più vocato e più facilmente verificabile, tangibile, era appunto quello dei Castelli. Sono sempre stato a contatto con persone che hanno provato in maniera più o meno vivace a portare avanti un discorso di riconoscibilità e valorizzazione del territorio. Per questo sono molto legato al mondo dei Castelli Romani, con cui da tempo sono in continuo contatto. 

Mi vengono in mente tantissimi ricordi.  Quello che mi viene subito in mente è il ricordo dello chef Intreccialagli, a Monte Porzio, che aveva dato all’attività di famiglia una visibilità importante. La presenza in cucina della zia, della mamma e della nonna è una ricchezza che mi porto ancora dentro. Donne portatrici di sapienza popolare e di conoscenza, di tradizioni e usanze, grazie alle quali aveva tenuto in piedi l’uso delle erbe spontanee nella sua cucina così come si era fatto per secoli. Sapere che c’erano donne, non più giovanissime, che si dedicassero quotidianamente alla ricerca di queste erbe è stata per me una gioia grande ma soprattutto una fonte di conoscenza che tengo ancora nel cuore. Ci sono professionisti che sempre hanno vissuto la cucina in questa maniera, rimboccandosi le maniche e tenendo fede all’impegno preso: tanto di cappello.

Giuseppe Di Iorio

Giuseppe Di Iorio, Aroma, Roma

Grazie all’associazione nel tempo ho potuto conoscere delle persone straordinarie, come Alain Rosica, Eleonora Masella, Valentina Tiraboschi, ed è proprio il rapporto umano la cosa fondamentale in questo progetto. Facendo un lavoro in cui vado ad attingere a diversi prodotti che provengono dai Castelli, ho partecipato con molto piacere. Sono dell’idea che dopo questo momento storico, in questo post pandemia, questi prodotti di eccellenza, come io ritengo che siano, vadano valorizzati, proposti e fatti conoscere alle persone. Sono di Roma, il mio ristorante abbraccia il Colosseo, per questo mi piace portare a tavola i prodotti del nostro territorio, della nostra terra.

Se poi la loro qualità ti fa fare la differenza, ben vengano! Noi del settore siamo usciti dalla situazione pandemica con le ossa rotte, ma i ragazzi di Castelli Romani Food and Wine non si sono mai fermati, hanno cercato di fare squadra, unirsi, proporre. Di organizzare tanti eventi, tante manifestazioni, e questo è fondamentale per far comprendere ai commensali che noi ci siamo, e soprattutto che ci siamo con il made in Italy: questo è fondamentale. Non dobbiamo mai dimenticare che oggi più che mai dobbiamo fare rete, e lo spirito dell’associazione è proprio questo: non mollare ed essere uniti. Con l’unione, la professionalità ed il rapporto umano, possiamo anticipare i tempi di ripresa.

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